Vittoria sulle dieci teste
Dussehra: brucia il vecchio, inizia il nuovo
Da qualche parte, oggi, una gigantesca effigie di un demone a dieci teste sta per essere data alle fiamme.
No, non è una metafora. Si tratta di Dussehra, una delle feste più importanti dell'India, e il suo significato principale è la vittoria del bene sul male, in modo eclatante.
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Cosa si sta celebrando?
Dussehra, chiamata anche Vijayadashami, quest'anno cade il 20 ottobre, il decimo giorno dopo Navratri.
Il nome viene spesso ricondotto a Dasha-hara, "la rimozione di dieci teste".
Rama
Secondo il Ramayana, in questo giorno il Signore Rama sconfigge il re demone dalle dieci teste Ravana, dopo che Ravana aveva rapito sua moglie, Sita
Ravana
Ravana non era un cattivo da cartone animato: la tradizione lo dipinge come un personaggio brillante e devoto a Shiva. La sua rovina non fu la mancanza di capacità, ma il suo ego
In gran parte dell'India orientale e meridionale, lo stesso giorno commemora la sconfitta del demone bufalo Mahishasura da parte della dea Durga: una battaglia diversa, ma lo stesso messaggio.
La parte dell'enorme effigie in fiamme
In tutta l'India, la giornata si conclude con imponenti effigi di Ravana, a volte alte tre piani, che vengono date alle fiamme, accompagnate da fuochi d'artificio.
Meno "il cattivo riceve ciò che si merita", più "un intero ego bruciato in pubblico". Le dieci teste di Ravana sono tradizionalmente interpretate come dieci difetti umani che vale la pena lasciarsi alle spalle. Efficace, per essere una lezione morale.
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